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La forza del bello

Aprile 10, 2008

Greci sconfitti ma conquistatori

 A Mantova,nella splendida cornice di Palazzo Te,una mostra “impossibile” su come l’arte dei greci vinti conquistò Roma e l’Italia ed è arrivata a noi. Salvatore Settis ha riunito statue,bronzi,crateri che sono le opere di riferimento di molti musei come il “Torso del Belvedere”, la “Statua di Morzia”. Per la prima volta lo Spinario dei Capitolini con lo Spinario di Modena scoperto antico, e i vasi della tomba dei Grifi.

 

Mantova – Potenza del bello. Potenza della Grecia antica. Ma anche potenza di Salvatore Settis. Soltanto un autorità come la sua che supera quella di studioso del mondo antico o di direttore dell’istituto di istruzione più agognato d’Italia, la Normale di Pisa, poteva mettere insieme pezzi incredibili di archeologia,a volte pezzi unici,che sono l’ opera o tra le opere che identificano molti musei. Una mostra non altrimenti possibile ( anche per il costo che supera i tre milioni di euro ), che è anche un diretto richiamo ai nostri comportamenti quotidiani,trattando il senso del bello al livello più alto,di bellezza “classica”,in un epoca che fa di tutto contro il senso del bello.

 

E’ la grande mostra di Mantova “La forza del bello.L’arte greca conquista l’Italia”, dal 29 Marzo al 6 Luglio a Palazzo Te, per la prima volta nelle sale affrescate da Giulio Romano e nelle tradizionali Fruttiere. La “narrazione” della “ presenza dell’arte greca sul territorio italiano,di centrale importanza nella millenaria vicenda di contatti e scambi che forma la trama delle culture artistiche del Mediterraneo”. Per concretizzare quell’idea che da sempre è nell’aria,cioè delle radici che l’arte prodotta in Grecia,in Magna Grecia ed in Sicilia ha esteso in Italia nell’arte dei romani,del popolo dominatore della penisola, del Mediterraneo ( della stessa Grecia dal II secolo A.C. ), quasi nel mondo conosciuto. E queste radici greche si sono consolidate dal Medioevo all’Ottocento,attraverso il collezionismo del Rinascimento, la ricerca archeologica del Settecento. Superando,al disfacimento dell’Impero Romano,la crisi del Medioevo “quando il valore del nudo metallo”, delle statue più preziose,”era oramai maggiore di quello delle opere d’arte”. Perché serviva alla vita quotidiana,a fare monete, armi, coltelli, utensili. A Roma le statue in bronzo erano “molte migliaia”. Quanto alle statue di marmo, i forni per farne calcina fumarono a lungo a Roma.

 

Settis che ha curato la mostra con Maria Luisa Catoni,la collaborazione di Lucia Franchi e del centro di Palazzo Te ( catalogo Skira) ha riunito 125 opere fra statue di marmo e di bronzo,rilievi, bronzetti, stele, affreschi staccati, dipinti su marmo, terrecotte e crateri dai decori sontuosi,un dipinto su tela. Molte teste, molti crateri, ma molte statue di dimensioni al naturale o maggiore del naturale. Ci sono pezzi ciascuno dei quali farebbe,per qualità, rarità o popolarità, l’orgoglio di una mostra. La Monumentale “Statua di Monzia” ( non più auriga né efebo come è stata presentata a lungo, a conferma del mistero del personaggio) la tragica “Niobide” di Palazzo Massimo; L’”Apollo di Piombino” del Louvre; la maliziosa “Venere callipige” ( dal “bel sedere”) dalla Domus Aurea di Nerone; lo “Spinario” dei Capitolini ( che per la prima volta il gemello in marmo,cresciuto in altezza ed in età,da moderno ad antico); l’”Isolino di Pesaro” da Firenze, sul piedistallo rinascimentale; il “Torso del Belvedere” dei Musei Vaticani; un altro frammento sia pure minimo del Partendone,ancora dai Vaticani; un altro frammento del volto di una statua in avorio ( in Italia sono stati trovati i resti solo di un’altra statua di avorio).Nella lista c’era anche il “Satiro” di Ma zara, ma è venuto a mancare.

Un simile campionario fino al “colpo di teatro” finale.Non solo due pezzi unici restituiti all’Italia dal Metropolitan e Getty Museun, appena esposti al Quirinale ( il “ Cratere di Eufonio” ed i due grifi di marmo nell’atto di addentare una cerva), ma per la prima volta tre rari vasi della stessa tomba principesca alla quale appartengono i grifi. Una tomba della seconda metà del IV secolo scavata da tombaroli ed archeologi ad Ascoli Satriano,in provincia di Foggia.Impegnati al Quirinale, solo Eufonio sarà a Mantova dal 29. I grifi ( ed il volto d’avorio) lo saranno nei giorni successivi.

In questo superbo “parterre des rois e des reines” peccato manchi un capolavoro assoluto, un bronzo per più di raro originale greco,una delle sculture più belle e drammatiche.Il “Pugilatore a riposo” di Palazzo Massimo. Forse non c’è perché appena rientrato da Berlino ( per un cambio squilibrato di una testa e di una faccia di sovrani di Pergamo). Per l’allestimento l’architetto Andrea Mandara ha usato il grigio ed un verde dalle tonalità tendenti al blu,ispirandosi alla vegetazione di Giulio Romano,ed il verde per le cornici che definiscono gli spazi delle opere.

 

Notizie utili – “La forza del bello.L’arte greca conquista l’Italia”

Dal 29 Marzo al 6 Luglio a Palazzo Te a Mantova ( sale affrescate e Fruttiere)

A cura di Salvatore Settis con Maria Luisa Catoni ed il contributo di Lucia Franchi.Contributi al progetto Francesco De Angelis e Paul Zanker.Comitato scientifico i internazionale.

Promossa da Comune di Mantova e dal Centro Internazionale d’arte e cultura di Palazzo Te. Sostenitori Fondazione Banca Agricola Mantovana,Camera di Commercio.

Catalogo a cura di Maria Luisa Catoni ( edito da Skira)

Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 19 ( chiusura biglietteria ore 18) La visita è regolamentata da un sistema di fasce orarie con ingressi programmati. La prenotazione è obbligatoria per i gruppi e consigliata per i singoli. Diritto di prenotazione tariffa ordinaria di euro 1,50 ; per studenti euro 0,50.

Biglietti: intero euro 10 ridotto euro 8 ( gruppi di almeno 15 persone,possessori del biglietto di ingresso al Museo archeologico nazionale di Ferrara,possessori MantovaCard,maggiori di 60 anni) ridotto speciale euro 4

Il biglietto consente la visita anche del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano.

Informazioni www.laforzadelbello.it www.centropalazzote.it

Biglietteria 0376 323266 IAT Mantova 0376 432432

Prenotazioni www.laforzadelbello.it www.centropalazzote.it tel 199199111

Dall’estero +390243353522

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