Il Tevere in posa
Aprile 8, 2008
A Roma parte la settima edizione del Festival Internazionale di Fotografia.
143 le mostre ed oltre 30 gli eventi collaterali,con il cuore pulsante al PalaExpo,spicca l’omaggio di Gabriele Basilico al Tevere.
Roma – Parte dal Tevere,la settima edizione di FotoGrafia il Festival Internazionale di Roma che animerà l’intera capitale dal 4 Aprile al 25 Maggio sotto la direzione di Marco Delogu,realizzato dal comune di Roma e prodotto da Zoneattive,che quest’anno sposa il tema solo apparentemente banale della “Normalità”,per indagare a rischio della provocazione come la fotografia racconti il quotidiano.
Una kermesse che entra nel vivo proprio dall’obiettivo sul Tevere nel tratto capitolino,così come lo racconta un grande maestro del calibro di Gabriele Basilico,lontano da cliché turistici,da panoramiche mozzafiato,da scorci da cartolina,ma con un linguaggio indagatore e curioso,disincantato e secco,viaggiando da un estremo all’altro della città,dall’anonimato di una periferia estrema dove l’acqua metallica è sormontata dal Grande raccordo anulare,alla geografia monumentale dell’isola Tiberina che si staglia come fulcro tra cielo e fiume.Un inedito racconto di Basilico scandito in 24 immagini a colori ( anche se il lavoro iniziale ne annoverava ben 200) frutto del progetto produttivo della Commissione Roma-Fotogafia Alvatel-Lucent,che puntualmente ogni anno assegna ad un protagonista di spicco un lavoro in omaggio a Roma.
Il resto del Festival lo fa un macroscopico carnet di 143 mostre,spalmate in cento location e scortate da oltre 30 eventi con un cuore al Palazzo delle Esposizioni,che sfoggia ben 6 eventi espositivi a partire da Basilico,e per l’intero weekend d’apertura si lascerà trasfigurare da una serie di iniziative speciali,tra letture di portaolio a cura dei più importanti photo editor,giornalisti ed addetti ai lavori,tra cui Jean Luc Monterosso,direttore della maison Européenne de la Photografie,proiezioni e lezioni romane sulla storia del libro di fotografia,a partire dall’ironico Martin Parr.
“Un Festival che alla sua settima edizione- dice Marco Delogu – affronta un tema a noi molto caro.Vedere la normalità significa chiedere ai fotografi di respiro internazionale di cogliere e raccontarci attraverso le immagini cosa incontrano e vedono nei luoghi dove vivono o viaggiano.Perchè l’idea che vogliamo promuovere è che la fotografia debba essere secca,diretta e profonda,senza il bisogno di dover ricorrere a sensazionalisti estremi a base di sesso o guerra,a volte inutili e inconcludenti.La fotografia deve aver bisogno di emozioni che i fotografi vivono sulla loro pelle e traducono sulla carta”.
Accanto al maestro milanese,il tema della normalità diventa un gioco a più voci all’interno del PalaExpo: c’è la voce di Leonie Purchas fatta di preziosi e intimi ritagli della memoria della sua famiglia; la voce di Paolo Woods che ritorna in Africa ad indagare un improbabile nuova realtà di fatto,quella dello sbarco dei cinesi,in un incontro di razze e di prospettive economiche a tratti ridicole; la voce di Lucia Nimcova,vincitrice lo scorso anno del Premio Fotografia Baume & Mercier ( quest’anno andato a Giorgio Barbera) che documenta la sua Slovacchia prima e dopo il 1989,il crollo del muro di Berlino e la crisi del comunismo,con uno sguardo indolente e destabilizzante,privo di retorica e fitto di inquietudine goliardica.
Ma spicca anche l’altro omaggio a Roma,con la collettiva di giovani fotografi stranieri,ospitate per due settimane per produrre la loro immagine clou della città.Dalla Pineta di Castel Porziano all’orto botanico passando per eccentricità inaspettate,sfilano i lavori di Tim Davis,David Farrell,Miguel Rio Branco,Guy Tillim.E si chiude con la rassegna “La finestra di fronte” nata in collaborazione con Repubblica.it ed i suoi lettori.Poi il Festival si espande in tutta Roma,dal Museo di Roma in Trastevere con la tragedia politica della Birmania immortalata da Orit Drori,con la Tokyo in eclisse di Daniele Dainelli,e con la collettiva italiana sulle stagioni del nostro paese,fino ai reportage sui paesi in cui opera la Comunità di Sant’Egidio.Alla galleria di aret moderna arriva l’israeliano David Perlov che costruisce un mosaico di ricordi quotidiani tra Tel Aviv e Parigi,accanto ai “Passanti” di Rossella Bellusci,mentre Patrizio Esposito racconta la lotta del popolo saharawi alla Project Room Villa Glori.Insieme ad altri 130 appuntamenti del circuito,a coinvolgere gallerie,istituti di cultura come l’italo-latino Americano,e accademie.
Notizie utili – “FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma” dal 4 Aprile al 25 Maggio,varie sedi,Roma.
Informazioni www.fotografiafestival.it
Telefono 0670473525









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