Il Louvre. Capolavori a Verona
Aprile 6, 2008
Il Louvre. Capolavori a Verona
Leonardo, Raffaello, Rembrandt egli altri. Ritratti e figure
4 aprile 2008, ore 20.45, Auditorium della Gran Guardia
Ingresso libero fino a eventuale esaurimento dei posti in sala Il Sindaco di Verona Flavio Tosi e Marco Goldin, direttore di Linea d’ombra e tra i curatori dell’esposizione, la invitano all’Auditorium della Gran Guardia per una serata davvero speciale.
Accompagnato al violoncello da Piero Salvatori e con l’ausilio di una ricca selezione di immagini, Marco Goldin illustrerà i temi della mostra che, per tanti aspetti, ha il carattere dell’eccezionalità. Anzitutto per il museo grazie al quale è realizzata: il Louvre, il più importante museo del mondo. Per la qualità assoluta delle opere esposte, a partire dal quadro di Leonardo da Vinci, La Belle Ferronnière, mai uscita prima dal Louvre, così come il Ritratto di giovane di Sandro Botticelli. Per il numero dei capolavori: mai il Louvre si era privato, pur se temporaneamente, di un numero così alto di opera, circa 140 tra pittura, disegni e sculture.
La mostra ideata da Brigitte Gallini, Marco Goldin e Vincent Pomarède, è promossa dal Louvre, dal Comune di Verona e da Linea d’ombra; la prima di un progetto quadriennale che dal prossimo autunno al 2011 intende portare a Verona, a cadenza annuale, capolavori mai visti provenienti da alcuni dei principali musei del mondo. Nel progetto sono infatti direttamente coinvolti il Louvre, il Museum of Fine Arts di Boston, il Museo Rodin di Parigi, il Van Gogh Museum di Amsterdam ed il Kröller Müller Museum di Otterlo, ovvero due “santuari” delle opere di Van Gogh.
La scelta di Goldin è precisa: non “Capolavori da.” ma mostre con un taglio ben definito, rispondenti ad un preciso progetto scientifico, mostre che mettano in campo le più belle opere ed i maggiori esperti.
Lo conferma “Il Louvre. Capolavori a Verona. Leonardo, Raffaello, Rembrandt e gli altri. Ritratti e figure”, curata da Brigitte Gallini, Marco Goldin, Vincent Pomarède, Genevieve Bresc-Bautier e Catherine Loisel.
Cinque le sezioni in cui si articola il percorso espositivo, la prima delle quali, quella dedicata al “Ritratto di una società”, propone, tra i molti, capolavori di Botticelli, Tiziano, Goya, El Greco, Ribera, Ingres, David, Holbein, Cranach, Veronese, Rembrandt, Fragonard, il “Ritratto della Bella Ferroniére “di Leonardo opera simbolo della mostra.
“Dall’intimo al Sacro”, è il tema della seconda sezione dove saranno esposti, accanto a ritratti di bambini e famiglie, tra cui quelli di Velasquez e Dürer, le Maternità sacre di Botticelli, Bronzino , Filippino Lippi, Carracci, Poussin, Vouet.
Ai ritratti allegorici, genere di gran successo sino all’Ottocento, appartengono capolavori come quelli del Tiziano e di Rubens.
Raffaello, Gericault, Rembrandt, Tintoretto, Van Dick, Guido Reni, Georges de la Tour, Ingres, Guercino, Bernini, saranno presenti con opere sublimi nella quarta sezione dedicata ai “Ritratti dell’anima”. Infine, “l’immagine della morte” con opere intense di Philippe de Champaigne, Solario, Luini, Jacopo Bassano e El Greco.
Cinque secoli di grande pittura ma anche di scultura e disegno raccontati in modo trasversale in un rimando continuo di temi, soggetti e sensazioni.
Le cinque sezioni tracciano un percorso che inizia con la rappresentazione della società, nell’espressione del suo realismo ma anche con connotazioni fantastiche e di allegoria che alcuni pittori hanno saputo realizzare. Dopo il fasto del ritratto ufficiale, la mostra prosegue con l’evocazione dell’intimità, sia essa profana o sacra. Da una rappresentazione molto esteriore, incentrata sugli aspetti sociali, si procede quindi verso un mondo fatto di silenzio e riflessione per arrivare, nella quarta sezione, al ritratto dell’anima. Quest’ultimo ci rivela sia l’emozione o il dolore espressi dal volto sia l’immagine di un corpo sofferente o in estasi, espressione dunque del sentire dell’anima. L’ultima parte dell’esposizione ci guida infine al silenzioso ritratto della morte, tanto in campo mitologico che religioso.
Linea d’ombra - Ufficio comunicazione









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